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Quando eseguo lo sbiancamento dentale a domicilio mi cominciano a far male i denti

Buongiorno, sto eseguendo uno sbiancamento denti professionale a domicilio (tipo whitestrips) e fin dalla prima applicazione ho notato che a distanza di qualche ora cominciano a far male i denti, dolore che sembra scomparire dopo varie ore... Vorrei sapere se la cosa è normale e soprattutto se esiste qualche prodotto rimineralizzante o desensibilizzante da poter usare prima o dopo il trattamento sbiancante che attenui il dolore. Grazie

Caro Massimo, non è chiaro quello che dice: o lo sbiancamento denti è professionale, quindi è seguito da un dottore che le ha fatto una o due sedute presso il suo studio, per poi farle continuare il trattamento al suo domicilio con un prodotto che le ha consegnato assieme a delle mascherine; oppure è uno sbiancamento tipo whitestrips, cioè NON professionale e NON seguito da alcun professionista! La differenza è enorme!!! Nel primo caso (sbiancamento professionale) lei deve rivolgere le sue domande direttamente al dottore che la sta seguendo; nel secondo caso (whitestrips), ha fatto bene a scriverci ed io le consiglio di abbandonare questo trattamento! Il sistema tipo whitestrips è esplicitamente indicato solo in caso di denti sani e gengive sane. In tale ottimale situazione non dovrebbe causarle nessun problema, perchè è molto blando ed ha scarso effetto che perdura per poco tempo. Se, al contrario, viene applicato su denti cariati o imperfetti e con gengive infiammate o retratte, allora diventa pericoloso perchè c'è il rischio che il principio attivo (perossido di idrogeno o perossido di carbamide) rischia di danneggiare le gengive o di infiltrarsi nei tessuti dei denti non perfettamente protetti dallo smalto, con effetto corrosivo.

Dott. A. De Fazio

Questa è una delle risposte date alla domanda “Sto eseguendo uno sbiancamento denti professionale a domicilio” presente su Dentisti-Italia.it.


Articoli e siti di Odontoiatria

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Metodi di sbiancamento dentale

sbiancamento dentale

Sebbene il primato per gli interventi di sbiancamento dentale spetti ancora agli Stati Uniti, sempre più persone in Italia decidono ogni anno di sottoporsi a questo tipo di trattamento che consente di ottenere denti più bianchi nel giro di poche sedute. Il desiderio, sempre più diffuso, di apparire in una forma perfetta, si è esteso negli ultimi anni al settore dell’odontoiatria. Ormai non sono soltanto i cosiddetti “vip” a pretendere di avere denti sani, belli e bianchissimi; anche le persone comuni fanno di tutto per ottenere un bel sorriso smagliante. Lo sbiancamento denti del resto ha origini antichissime. Già dai tempi degli antichi romani esisteva l’usanza di sbiancare i denti con prodotti naturali, anche se non sempre con risultati apprezzabili. L’utilizzo di prodotti chimici per ottenere uno sbiancamento dentale invece risale alla fine dell’Ottocento, quando si cominciò ad utilizzare l’acido ossalico per rendere i denti più bianchi. Negli anni Trenta si usavano processi con l’acqua ossigenata, mentre a partire dal 1989 si cominciò ad utilizzare il perossido di carbammide. Lo sbiancamento dentale eseguito da un professionista è ormai in grado di raggiungere livelli davvero soddisfacenti senza arrecare danni ai denti e si stima che siano finora stati effettuati all’incirca 30 milioni di sbiancamenti professionali in tutta sicurezza. Il principale beneficio dello sbiancamento dentale è quello di restituire ai denti il loro bianco naturale, eliminando le eventuali macchie che si sono formate. Ma vediamo in modo più approfondito cosa provoca la perdita del bianco dei denti. La dentina e lo smalto dentale non sono totalmente chiusi al mondo esterno, ma assorbono e scambiano sostanze con la saliva. Attraverso questi processi il fluoro contenuto nei dentifrici riesce a penetrare all'interno del dente, remineralizzandone lo smalto e proteggendolo dalla carie. Oltre a questo tipo di sostanze utili vengono però assorbite anche sostanze esterne colorate, chiamate cromogeni, le quali, sebbene non pregiudichino lo stato di salute dentale, contengono dei doppi legami chimici che assorbono la luce e fanno apparire i denti più scuri e più gialli. Ovviamente, man mano che il tempo passa, tale colorazione diventa sempre più accentuata; è per tale motivo che anche gli individui che hanno sempre rispettato una scrupolosa igiene orale avranno in tarda età denti più gialli di quando erano giovani. Il colore dei denti è dunque soggetto sia ai naturali processi di invecchiamento, sia alle sostanze coloranti assorbite. Fra le sostanze che possono macchiare i denti quelle che hanno un effetto maggiore sono: tannino (presente nel tè); catrame e nicotina (presenti nel fumo, che è causa anche di antiestetiche macchie marroni/brune/nere sullo smalto dei denti); tetracicline (un gruppo di antibiotici, in particolare se assunti durante l’età in cui si sviluppa la dentizione permanente); caffè; vino rosso.

Esistono due tipi diversi di macchie dei denti:

  • Le macchie estrinseche, ovvero esterne al dente, che sono causate dal depositarsi di placca e tartaro e di sostanze contenenti cromogeni. Questo tipo di macchie può essere rimosso con metodi meccanici.
  • Le macchie intrinseche, ovvero quelle contenute all’interno dello smalto dentale, che possono essere rimosse solo con lo sbiancamento dentale professionale utilizzando perossidi.

Esistono poi macchie dovute ad anomalie nella rimineralizzazione dello smalto per cause genetiche (come nel caso dell’amelogenesi imperfetta), per l’assunzione di certi farmaci (come le tetracicline) o per assunzione eccessiva di fluoro (iperfluorosi). In questo caso si parla di difetti di mineralizzazione più che di vere e proprie macchie, in quanto si hanno aree di smalto in cui viene a mancare l’organizzazione tipica di questo tessuto. Queste anomalie sono più difficili da trattare rispetto alle semplici macchie precedentemente descritte e necessitano di sbiancamenti dentali professionali prolungati nel tempo. Nei casi più gravi si rende necessario ricorrere a trattamenti di odontoiatria protesica o conservativa.

Metodi di sbiancamento dentale

Esistono in commercio prodotti di vario tipo per sbiancare i denti e anche le metodiche di sbiancamento dentale possono essere differenti. Un prodotto sbiancante dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: avere un’efficacia di azione elevata; non provocare effetti collaterali; agire nel più breve tempo possibile; essere di facile applicazione e utilizzo; avere costi contenuti; produrre risultati duraturi nel tempo. I metodi di sbiancamento vengono divisi in due categorie principali:

  • sistemi di sbiancamento fai-da-te
  • sistemi di sbiancamento professionali

Nel primo caso la persona che si avvale dei prodotti fai-da-te decide di utilizzarli senza alcuna supervisione da parte del dentista, acquistando prodotti sbiancanti “da banco” (gomme da masticare “sbiancanti”, dentifrici “sbiancanti”, gel sbiancanti da applicare sui denti mediante stick, applicatori o strisce di materiale acrilico), reperibili nelle farmacie, nei supermercati, ecc. I pro e i contro di questo metodo di sbiancamento sono i seguenti:

  • mancanza di supervisione di un professionista (con possibili rischi in caso di uso non appropriato del prodotto oppure nel caso di prodotti inadeguati);
  • percentuale non elevata di perossido di idrogeno (al massimo 6%);
  • minore efficacia sbiancante (massimo 5 tonalità);
  • sistemi di applicazione preformati (strisce, applicatori, ecc.) e dunque non individuali e non corrispondenti all'anatomia dei denti dell’individuo che li utilizza;
  • tempi necessari per lo sbiancamento elevati;
  • durata dei risultati ottenuti per 6-12 mesi;
  • costi più bassi rispetto ai metodi di sbiancamento professionale

Nel caso dei metodi di sbiancamento professionale, invece, il paziente si rivolge ad un medico dentista, che valuta caso per caso il sistema migliore da utilizzare a seconda delle sue esigenze. Lo sbiancamento può essere fatto sia in studio che a casa, ma in ogni caso sempre sotto la supervisione medica. I pro e i contro di questo metodo sono:

  • supervisione di un professionista della dentizione;
  • elevate percentuali di perossido di idrogeno (fino al 35%);
  • elevato sbiancamento, fino a 15 tonalità;
  • sistemi di applicazione individuali che consentono la massima efficacia con il minimo degli effetti collaterali;
  • minor tempo necessario per lo sbiancamento;
  • lunga durata dei risultati (per 2-5 anni);
  • costi più alti rispetto ai sistemi “fai-da-te”

Sulla base di quanto detto, risulta abbastanza chiaro che, a fronte di un costo minore, i sistemi di sbiancamento “fai da te” offrono anche molti meno vantaggi. È meglio, dunque, affidarsi alle mani di un professionista del settore, che saprà indicare al paziente il trattamento più adatto anche in base alle sue esigenze individuali.

Sistemi di sbiancamento professionali

Come abbiamo accennato prima, i sistemi di sbiancamento professionali vengono effettuati sotto la supervisione di un medico dentista e possono essere fatti sia in studio che a casa. Gli sbiancamenti dentali in studio (chiamati anche In-Office bleaching o “sbiancamento dei denti alla poltrona”) sfruttano l'azione di agenti sbiancanti chimici ad alta concentrazione, potenziati da particolari lampade che ne agevolano l'azione in profondità. Il metodo sbiancante maggiormente diffuso è costituito da un gel a base di perossido di idrogeno a circa 35-38%. Tale gel, una volta esposto a particolari fonti luminose, si attiva liberando ossigeno e innescando reazioni di ossido-riduzione che vanno a scomporre le molecole delle macchie in composti più piccoli, incolori ed eliminabili con facilità. L'intensità dello sbiancamento dipende essenzialmente da due fattori: la concentrazione del principio attivo e il suo tempo di posa sui denti. Un intervento di sbiancamento dentale professionale garantisce risultati ottimali, minimizzando gli effetti indesiderati (l’eccessiva sensibilità termica e l’irritazione gengivale ad esempio). Il dentista, prima di procedere all’intervento, protegge le gengive, la lingua e le labbra con presidi utili, in modo da evitare qualunque danno. Dopo ogni seduta di sbiancamento dentale è importante astenersi dal fumare e non assumere cibi e bevande coloranti per almeno 24-48 ore. Per quanto riguarda lo sbiancamento domiciliare, invece, il dentista fa realizzare nel suo studio mascherine in silicone morbido personalizzate (sulla base dell’arcata dentale del paziente). All'interno delle mascherine viene inserita la giusta quantità di sostanze sbiancanti in gel (come ad esempio il perossido di carbammide) e si procede in seguito con l'applicazione sui denti. Le mascherine possono essere mantenute in sede per un tempo variabile dai 30 minuti alle 3-4 ore; ripetendo l'operazione per circa una settimana si ottiene un ottimo effetto sbiancante. La durata dell'effetto è solitamente di circa 5-6 anni, se nel corso di questo lasso di tempo si effettuano richiami di breve durata. Esiste poi un altro tipo di intervento praticabile a casa, che si avvale delle “strips”, ovvero strisce adesive a base di agenti sbiancanti che vanno fatte aderire ai denti per una mezz’ora circa, 2 volte al giorno, per 2 settimane. Questo trattamento è economico, pratico e presenta un basso rischio di ipersensibilità dentinale, tuttavia presenta una scarsa efficacia e richiede tempi abbastanza lunghi con risultati garantiti solo per pochi mesi. A qualunque sbiancamento dentale decidiate di sottoporvi, è molto importante che chiediate prima consiglio al vostro dentista di fiducia, che saprà valutare al meglio le vostre esigenze anche in base allo stato dei vostri denti, al loro colore, ecc. Un bel sorriso è sicuramente un asso nella manica, dà un’idea di ordine, bellezza e pulizia e contribuisce a valorizzare l’individuo. Gli sbiancamenti dentali consentono di avere denti bianchi e dall’aspetto piacevole e conferiscono sicurezza in sé stessi e maggiore autostima; l’importante è saper scegliere il trattamento più adatto e conveniente.

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