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Le imperfezioni dell'anima

sbiancamento dei denti

Sbiancamento dei denti. Suona strano a dirlo, perché subito una domanda sorge in modo spontaneo: che significa sbiancamento dei denti? I denti non sono già di per se di colore bianco? Cosa mai si intende allora quando si parla di sbiancamento dei denti?

Con i termini sbiancamento dei denti si intendono alcune procedure odontoiatriche, tese al ripristino del colore originale degli elementi dentali, colore soggetto a compromissioni di diverso genere per diverse cause. Il concetto dello sbiancamento si lega indissolubilmente alle nuove necessità della moderna estetica, ovvero ai nuovi modelli proposti, ai quali la quasi totalità della popolazione tende. Le pratiche di sbiancamento fanno infatti parte delle moderne tendenze e mode proprie dell'estetica, che pone la perfezione fisica al centro dei suoi discorsi e del suo interesse.

L'estetica ha sempre fatto parte della vita della società umana, con proposte diverse per ogni epoca storica: si pensi alle forme femminili abbondanti delle società arcaiche, simbolo della fecondità della Natura, alle modelle “pienotte” del Rinascimento, con carni soffici ed abbondanti, alla bellezza androgina di certe dive del cinema anni '30, fino alle moderne top – model, che sfiorano, spesso con gravi conseguenze, le “taglie” dell'anoressia. Modelli e forme cambiano naturalmente in concomitanza ai gusti e le necessità di una certa epoca. Oggi, probabilmente grazie o a causa dello sviluppo notevole dell'industria cosmetica, abbondano sui cartelloni pubblicitari e sugli spot TV, modelli estetici che sfiorano davvero la perfezione fisica, e che spesso risultano tanto impeccabili quanto irraggiungibili per la maggior parte della popolazione. La “questione odontoiatrica”, se ci si passa il termine, ha da sempre mostrato legami molto stretti con i diversi concetti di estetica. Innanzitutto si pensi all'alito, che se risulta pesante o sgradevole tende a minare completamente le impressioni verso l'individuo, che a quel punto viene accusato di scarsa igiene e poca cura del proprio corpo.

Come se la sgradevolezza dell'alito fosse direttamente proporzionale alla qualità dell'anima. Stessa cosa vale per chi ha denti di colore più scuro del normale, magari a causa dell'abuso di fumo e sostanze alcoliche. Se ci addentriamo poi nell'ambito dell'Arte, allora troviamo mille esempi di come lo stato della dentatura possa facilmente connotare quello della personalità, come se le imperfezioni dei denti indichino senza ombra di dubbio le imperfezioni dell'anima. Facciamo qualche piccolo esempio per chiarire questo legame tra denti – estetica e comportamento.

Come non citare su tutti il Conte Dracula, fuoriuscito dalla fervida e macabra immaginazione dello scrittore irlandese Bram Stoker? Il Conte è nell'immaginario comune la personificazione del male, del vampiro, del maledetto (nonostante leggendo il libro egli si scopre come creatura dall'immenso amore). I suoi canini affilati sono l'emblema della sua malvagità, quell'istinto omicida che proprio nei denti trova la sua espressione diretta ed il suo mezzo d'eccellenza. Il canino aguzzo sembra essere il simbolo della malvagità del personaggio infernale. Pensiamo ancora alla figura del Licantropo, personaggio umano che, assumendo connotati fisici del lupo nelle notti di luna piena, non può che presentare una dentatura “minacciosa” e micidiale come quella del famelico animale. Ancora dunque i denti aguzzi come simbolo di cattiveria.

Ma il personaggio che più di tutti ci piace segnalare è il Riccardo III di William Shakespeare. In una delle descrizioni di questo mirabile personaggio malvagio, si legge “Cane, che appena nato digrigna i denti prima di aprire gli occhi”. In questo caso la connotazione di un carattere oscuro, rancoroso, arrivista, bramoso di potere, è simboleggiata dalla funzione fisiologica del masticare. Un uomo nato con i denti, come per intendere nato per mordere il mondo, per masticarlo, strapparlo, bucarlo, insomma, tutte le funzioni proprie di ogni elemento della nostra dentatura, che ancora una volta assumono un significato nefasto, di egoistica ed assassina ambizione.

Per non parlare dell' italianissimo romanzo “Denti””, di Domenico Starnone, da cui è stato tratto il film omonimo per la regia di Gabriele Salvatores. Anche qui il viaggio all'interno di un anima tormentata, insicura, a tratti aggressiva, ha come suo paradigma un “percorso odontoiatrico”, con la sorprendente scoperta di una terza dentatura del protagonista. Una nevrosi legata proprio agli elementi dentali, simbolo dell'irrazionalità dei sentimenti e della crudeltà del dolore. Proprio nel libro la dentatura bianca e smagliante dell'antagonista sarà uno dei fattori scatenanti delle gelosie del protagonista, quasi accecato dalle sue emozioni e dal suo perenne mal di denti.

Tutto questo per dimostrare come la storia dell'estetica si è sempre interessata agli elementi dentali, come simbolo dello spirito dei personaggi, o come fattore scatenante delle varie vicende. La diretta conseguenza di questo interesse è la creazione di modelli, che siano essi positivi o negativi. I concetti moderni di estetica non sono da meno, ed ecco che nell'ambito di quelli che vengono considerati modelli positivi, troviamo i volti dei testimonial degli spot televisivi o dei rotocalchi, che ci sorridono con denti di un bianco immacolato. Spesso questi modelli diventano vere e proprie ossessioni, fino a far richiedere pratiche di sbiancamento anche laddove non se ne presenti il reale bisogno.

Lo sbiancamento resta infatti una pratica medica, a cui sottoporsi sotto consiglio dell'odontoiatra di fiducia. Non solo un bisogno estetico può giustificare l'adempimento di questa pratica. Inoltre è bene notare come molto spesso i modelli che ci vengono proposti (soprattutto dall'industria cosmetica) sono talmente lontani dalla realtà dei fatti da risultare ineguagliabili, anzi di più, irraggiungibili. Il colore naturale dei denti infatti non è quel brillante e luminoso bianco che troppe volte vediamo scintillare dalle immagini del tubo catodico.

Tutt'altro. Il colore bianco è dato dalla pigmentazione della dentina, che si trova appena sotto lo smalto, di per se trasparente. Si tratta di un bianco opaco, che naturalmente col tempo va scurendosi per diversi fattori e diverse ragioni. La pulizia dei denti giornaliera, o la pulizia dei denti professionale (fatta cioè dal medico odontoiatra) sono già garanzie del mantenimento del colore originale. Laddove si vengano a creare particolari situazioni in grado di alterare di molto la pigmentenazione naturale dei denti, si può ricorrere senza indugi allo sbiancamento.

Va dunque ricordato che qualsiasi pratica medica, anche quelle più semplici e meno invasive, necessitano di una prescrizione precisa dei dottori, che sapranno di volta in volta consigliare in modo professionale e competente circa il da farsi.

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